La Redazione mercoledì, 12 ottobre 2011

Riceviamo dal Comitato “Non bruciamoci il futuro” il comunicato che segue. Dopo qualche mese di calma apparente riguardo lo spinoso tema dell’inceneritore di Tossilo, la delibera che finanzia altri 22 milioni di euro fa riesplodere la lotta a viso scoperto tra il comitato di cittadini e coloro che vogliono ancora costruire un nuovo forno a Macomer in tutta fretta. Come nostra consuetudine siamo disponibili alla pubblicazione di ogni eventuale replica o contributo, sia pro che contro.
Ecco il comunicato:
Un passo indietro
Ancora una delibera della Regione, per la precisione la 39/32 del 23/09/2011, che, in maniera scorretta e molto discutibile, tenta di forzare la mano alla comunità.
Infatti dalla delibera si scopre che viene finanziato il Consorzio di Macomer (sciolto e in liquidazione, come ricordiamo sempre) per un preteso revamping dei forni per un totale di ben 45 milioni di € .
La delibera svela anche ciò che andiamo dicendo da diverso tempo e cioè che Macomer sarà il 2° polo di incenerimento in Sardegna; questo nonostante diversi amministratori di Macomer e Borore abbiano sostenuto la transitorietà del nuovo impianto di incenerimento (massimo 5/8 anni) in attesa della realizzazione di un inceneritore nel Nord Sardegna. La delibera specifica che “risultano non ancora individuati l’ubicazione e il soggetto attuatore del termovalorizzatore del Nord Sardegna” e noi riteniamo che non verranno mai individuati perché le istituzioni locali e le comunità di quel territorio hanno già detto di non volerlo fare.
Il tavolo tecnico
Tutto questo accade nel periodo di maggiore crisi economica che la Sardegna ricordi dal dopoguerra, con drammatici tagli ai servizi sociali, alle scuole e alle amministrazioni locali. Però il duo Oppi-Cappellacci trova ulteriori 22 mln di € per sperperare un totale di 45 mln di € di denaro pubblico per un’opera inutile, dannosa e sopratutto osteggiata dalla comunità. Continua a leggere BACHECA: Delibera canaglia →
La Redazione domenica, 25 settembre 2011
“Square of Shame”, Piazza della Vergogna; così un ignoto cittadino indignato ha ribattezzato Piazza S. Antonio in seguito ai primi effetti del rifacimento. Gli operai sono ancora all’opera ma già dall’inizio dei lavori sono fioccate critiche da ogni dove. I primi appunti mossi dai frequentatori della storica piazza hanno riguardato l’eterogenea scelta dei materiali, sia dal punto di vista estetico che funzionale, e di sicuro le risposte sarcastiche dell’assessore Barria non hanno placato gli animi.
Ma il fatto che sta lasciando i cittadini ancor più perplessi (qualcuno anche un pelino infuriato) è il taglio sistematico di quasi tutte le alberature presenti nella piazza. Non è mai un bene quando vengono tagliati alberi di circa 50 anni dal grande valore estetico e funzionale (l’ombra fa piacere a tutti, ci pare…) con tanta nonchalance. Va bene, saranno sostituiti. Ma perché togliere una cosa che c’è già e metterne una più piccola facendo spendere soldi ai cittadini? Poi visto l’andazzo di sostituire piante dalla grande chioma con ridicoli bonsai, che il più delle volte nemmeno attecchiscono(vedi Villa Salmon, vedi via Toscana, etc…), non si può che essere quantomeno critici verso le scelte operate da un’amministrazione già aspramente criticata nel recente passato per motivi analoghi.
E voi che ne pensate?
La Redazione giovedì, 22 settembre 2011
Alcune delle critiche da sempre mosse alla Mostra del Libro di Macomer era quella dell’assenza di un sito ufficiale dove consultare il programma e avere tutte le informazioni.
Ora finalmente questa grave lacuna è stata colmata e da qualche giorno è on-line il sito:
www.mostradellibroinsardegna.it/
Da quanto apprendiamo è stato realizzato senza alcun costo aggiuntivo dalle responsabili della biblioteca di Macomer, ancora una volta in prima fila quando si parla di cultura.
Finalmente una buona notizia che speriamo sia di buon auspicio per il rilancio della Mostra.
La Redazione sabato, 6 agosto 2011
Riceviamo e volentieri pubblichiamo!
Si parla spesso di recupero dell’identità sarda attraverso la valorizzazione delle tradizioni, delle varietà linguistiche presenti nell’isola, la reiterazione dei numerosi riti civili e religiosi che attraggono turisti e non solo. Un’ulteriore possibilità per la riappropriazione della nostra memoria collettiva sarà possibile anche grazie alla raccolta dei film privati che sono stati girati in Sardegna. Dallo scorso giugno ha preso il via, infatti, un progetto che si pone come obiettivo la raccolta delle immagini che, a partire dagli anni Venti fino agli anni Ottanta del Novecento, sono state catturate dalle cineprese di appassionati, semplici cittadini o turisti che hanno voluto immortalare momenti particolari della vita. Il primo bagnetto del proprio figlio, una vacanza nell’isola, un rito collettivo, una festa di compleanno o un matrimonio, il contenuto delle pellicole può essere vario ma mostra come la società, l’ambiente, i comportamenti, i paesaggi si siano modificati nel tempo. Da qui nasce la volontà di avviare un progetto di ricerca che vede protagoniste le cattedre di Storia e critica del cinema di Sassari e Cagliari, e il supporto fondamentale dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico e dell’Associazione Home Movies-Archivio Nazionale del Film di Famiglia. Continua a leggere La storia siete voi! Progetto di recupero e valorizzazione dei Film di famiglia in Sardegna. →
La Redazione martedì, 12 luglio 2011
E’ di oggi la pubblicazione, nel sito della Regione Sardegna, della graduatoria per i contributi per la realizzazione di progetti di promozione della lettura e Festival letterari di interesse regionale, nazionale e internazionale. Quarantasette i comuni e le associazioni che beneficeranno di contributi che vanno dai 50.000 ai 15.000 euro. Qui potete scorrere la graduatoria.
Assente, giustificato o meno questo ancora non lo sappiamo, la Mostra del Libro di Macomer che da una decina di anni si candida a essere uno degli eventi più attesi della nostra cittadina, tra successi, rinvii e flop memorabili, come quello dell’anno scorso che a molti ha fatto temere il peggio per il prosieguo della manifestazione.
Non ci aspettiamo nessuna risposta ufficiale, ma ci piacerebbe sapere come mai Macomer non ha nemmeno partecipato a questo bando, non figurando nemmeno tra i soggetti esclusi. Scelta di campo o trascuratezza?
La Redazione lunedì, 4 luglio 2011
Colpiti dal grande fermento della neonata Associazione Culturale MacoMente e dalla loro iniziativa, recentemente pubblicizzata grazie al tam-tam su facebook, abbiamo chiesto loro di scrivere due righe di presentazione per i nostri lettori. Celerissima la risposta, che pubblichiamo di seguito. Ah, ci chiedete qual è l’iniziativa? La proiezione al circuito del live “Pulse” dei Pink Floyd. Mica bubbole!
In bocca al lupo ragazzi!
L’Associazione Culturale Macomente, nasce su iniziativa di alcuni giovani di Macomer desiderosi di riconoscersi in una realtà associativa per creare delle iniziative stimolanti che coinvolgano la cittadinanza e valorizzino la Città. L’associazione è stata costituita a fine Marzo dopo 3 mesi di lavori che ci hanno visti impegnati in riunioni, scambi di idee, punti di vista, e attività su cui si potesse basare la nostra associazione. I nostri obiettivi sono quelli di realizzare delle attività culturali, divertenti, ricreative, musicali, sportive, ma anche legate al nostro territorio, che possano coinvolgere tutta la comunità e tutte le fasce d’età. Spesso si sente parlare di Macomer come un posto morto e noioso, ma non è cosi. A Macomer ci sono tante persone che hanno voglia di fare e di partecipare, ed è per questo che vogliamo cercare di invertire la rotta proponendoci già da subito e dimostrando che si possono fare tante cose anche con poco! Continua a leggere Giovani macomeresi all’opera! →
La Redazione lunedì, 27 giugno 2011
In un’aula consiliare gremita e soffocante, l’atmosfera, rispetto al precedente consiglio comunale (chiuso), era pacata ma velata di una palpabile tensione. Nonostante i precedenti segnali di apertura alle istanze del comitato contrario all’inceneritore, nessuno si sbilanciava su quello che sarebbe potuto succedere di lì a poco. La bocciatura del referendum di pochi giorni prima aveva nuovamente aumentato l’incertezza della vicenda.
E in questo clima sono i rappresentanti del comitato ad avviare la seduta, presentando la loro proposta e richiedendo all’amministrazione un tavolo tecnico sull’inceneritore. Sono in quattro a parlare in un clima di ascolto ma col fiato sospeso. Interventi brevi e in alcuni momenti accorati, senza gli attacchi che qualcuno si aspettava.
E qualche amministratore viene pure sorpreso ad annuire durante alcuni passaggi degli interventi del comitato…
Attimo di suspence poi al termine delle esposizioni del comitato. Nessuno prende la parola e il sindaco sembra che voglia chiudere il consiglio. Continua a leggere Il sindaco apre sull’inceneritore, il vice pesta i piedi →
La Redazione domenica, 19 giugno 2011
Ospitiamo nella nostra bacheca un nuovo contributo, stavolta a firma di di Paolo Stella. Visto il successo della bacheca ribadiamo la nostra volontà di pubblicare gli interventi che vorrete inviarci. Buona lettura!
“Spesso sentiamo parlare della sindrome NIMBY (=Not In My BackYard, non nel mio giardino): questa sigla nasce tra i sociologi per definire coloro che, di fronte ad un intervento soprattutto di grandi dimensioni con grande impatto ambientale, lo rifiutano istintivamente, perché non vogliono accettare di accollarsi la negatività lasciando ad altri solo gli effetti positivi.
Attualmente, la sigla NIMBY viene utilizzata, soprattutto dai politici (i quali spesso non sanno neanche bene di cosa parlano), in maniera impropria per una serie di ragioni: intanto, la sigla NIMBY non nasce per fare del sarcasmo gratuito su popolazioni considerate idiote e miopi, ma solo per sintetizzare una possibile situazione nella quale il compito del sociologo è fare da mediatore per la comprensione reciproca.
Inoltre, accade sempre più spesso che la “sindrome NIMBY” sia, in realtà, una presa di posizione che alcuni chiamano semplicemente NOPE (=Not On Planet Earth, non sul pianeta Terra). Questo accade perché le popolazioni interessate non sono più (se mai lo sono state) dei primitivi, timorosi della collera degli dei; i NO TAV, i Comitati contro il Nucleare, contro le basi militari, e contro gli inceneritori, sono formati da persone che sono perfettamente a conoscenza del mondo in cui vivono e soprattutto del loro diritto esclusivo a decidere il futuro del proprio territorio, tanto più quando viene minacciato da impianti o costruzioni tutt’altro che urgenti e prioritarie, e che spesso hanno alternative più che valide con impatto ambientale incomparabilmente più basso. Per questo non chiedono uno spostamento dell’impianto tout court, ma un ripensamento radicale delle strategie e dei progetti, dimostrandosi nella maggior parte delle volte molto più capaci dei loro amministratori. Continua a leggere Bacheca: Dad of the year (AKA Libertà è partecipazione) →
La Redazione venerdì, 17 giugno 2011

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione sulla recente vicenda del referendum sull’inceneritore negato ai macomeresi da maggioranza e opposizione in Consiglio Comunale. Grati di questo nuovo contributo ricordiamo il nostro indirizzo di posta per chiunque volesse contribuire con repliche o altre riflessioni: redazionemacomer@gmail.com
Buona lettura!
“Nonostante il clima da “muretto a secco” che muove il dibattito “politico” macomerese, nonostante i tanti articoli e fogli che arrivano nelle nostre case senza rivendicazione autografa, firmerò questa mia piccola riflessione come ho sempre fatto: esponendomi in prima persona e mettendoci la faccia.
Il 15 e il 16 Maggio la Sardegna ha dato grande prova di sensibilità e senso civico votando in massa ad un referendum consultivo ed escludendo così la possibile installazione di una centrale nucleare nella nostra isola.
Nei giorni scorsi i sardi hanno ripetuto la prova, pur essendosi già espressi sul nucleare (e qui dovremmo fare un’altra riflessione sulla mancanza di sovranità delle istituzioni sarde) andando a votare con percentuali bulgare su quattro quesiti diversi.
La risposta che più ha suscitato la mia curiosità è quella dei sì ai referendum sull’acqua; non mi aspettavo che in così tanti in Sardegna così come in Italia fossero a favore di una gestione pubblica delle risorse naturali. Il risultato dei referendum ha una grande valenza politica non come piace pensare a tanti giornalisti e a certi politici, in senso partitico, in cui si dovrebbe sancire la fine di Berlusconi e del suo governo, ma in senso politico con la P maiuscola. Aldilà della politica da stadio in cui ognuno si mette sciarpa e fischietto senza entrare nel merito delle questioni, questa volta gli elettori hanno votato trasversalmente per dire sì ad un diritto fondamentale di tutti i cittadini di tutto il mondo e dire no alla logica del profitto.
Forse stiamo per assistere veramente ad una nuova fase politica Continua a leggere Bacheca: Sui referendum →
La Redazione martedì, 14 giugno 2011
Riceviamo e pubblichiamo questa analisi della vicenda che più sta animando la cronaca macomerese da oltre un anno.
Approfittiamo inoltre dell’occasione per rendere manifesta la nostra volontà di pubblicare qualsiasi articolo ci vogliate inviare al fine di fare questo spazio anche la bacheca di tutti i macomeresi.
Buona lettura!
“Il dibattito che da ormai lungo tempo sta animando la discussione politica attorno alla possibilità che venga realizzato un nuovo inceneritore a Tossilo, sviluppatosi solo ed esclusivamente grazie all’operato del comitato cittadino “Non bruciamoci il futuro” e non certo per la volontà delle amministrazioni pubbliche coinvolte, richiama prepotentemente una riflessione, oltre che sui temi ambientali con cui il Marghine convive da anni, anche e soprattutto sul tema della democrazia e sui modi in cui il potere la declina nel suo operare quotidiano e nel suo rapportarsi con i cittadini. Anche questo è un problema con cui il territorio da anni si confronta e nonostante l’alternanza alla guida dell’amministrazione,il problema sembra riproporsi uguale a sé stesso come se la partecipazione popolare, in questa fase storica del nostro vivere, fosse una cronica malattia. Il quadro che si è venuto a creare non è certo dei più felici rispetto alla volontà della cittadinanza di Macomer di poter esprimere il proprio parere su una scelta che rischia di incidere pesantemente sul futuro delle comunità del Marghine. Continua a leggere Bacheca: Di democrazia, inceneritore e di altre sciocchezze →